Dove tutto è iniziato. Dove tutto torna.
Ci sono viaggi che non iniziano quando accendi la moto, ma quando senti una chiamata.
Per Noemi e Mirco quella chiamata è arrivata nel 2008, in un tempo ancora giovane e incerto.
Erano due ragazzi innamorati, due cuori in sella alla stessa stradina che lasciava Coriano per perdersi nel sud, senza mappe precise, senza un piano.
Solo il vento, la fiducia e quella voglia inspiegabile di andare a vedere cosa c’è oltre.
Attraversarono l’Italia come si attraversa un sogno: lentamente, fermandosi nei paesi silenziosi, ascoltando gli odori dei campi, correndo sulle strade rovinate dove nessuno passa più.
E poi, un giorno, apparve lei: la Basilicata.
Una terra defilata, dura e tenera allo stesso tempo, dimenticata dai più ma fortissima per chi sa guardarla.
Lì c’era la casa dei nonni di Noemi.
Un luogo sospeso, pieno di solitudine e calore, capace di cambiare tutto.
Loro ci arrivarono senza sapere che quella sarebbe diventata la radice di un viaggio più grande.
Giorno dopo giorno si addentrarono nelle pieghe del territorio: strade bianche che scomparivano tra le vigne, curve nascoste tra le montagne, borghi minuscoli affacciati sul nulla.
E mentre esploravano, mentre ridevano, mentre si perdevano, nasceva un doppio amore: l’uno per l’altra e l’altro per questa terra che sembrava chiamarli per nome.
Passarono nove anni.
Nove anni di vita, di moto, di sogni.
E un giorno del 2017 presero una decisione semplice e enorme: condividere quel sentimento con altri viaggiatori.
Così è nato l’Italian Challenge.
Non come evento, non come format, ma come un dono.
Una porta aperta su un’Italia che nessuno ti racconta.
E oggi, alla 9ª edizione, il viaggio torna dove tutto iniziò: tra il vento di Coriano, i monti severi dell’Appennino, le coste del Molise, i borghi scolpiti nella roccia lucana, e infine il bianco accecante della Puglia.
EDIZIONE 2026 — IL RACCONTO DELLE TAPPE
Coriano – Il richiamo
Sabato 13 giugno ci si ritrova dove la storia ha preso forma.
Coriano diventa porto, piazza viva, luogo di abbracci tra chi arriva da lontano.
La cena in piazza Don Minzoni illumina le prime amicizie, le risate, l’attesa.
La notte è sparsa, ognuno nel suo angolo, ma l’anima è già una.
14 giugno — Verso Norcia
All’alba si parte.
La Romagna resta alle spalle e la strada sale tra montagne antiche.
L’Italia centrale mostra ferite e meraviglia insieme, e Norcia accoglie come una vecchia amica che non ha mai smesso di aspettarti.
Al Casale degli Amici si arriva stanchi e pieni: occhi colmi, cuore largo.
15 giugno — Norcia → Ovindoli
È una tappa che sa di appennino vero.
Il paesaggio cambia continuamente: boschi fitti, altipiani nudi, curve che sembrano cucite a mano.
L’aria profuma di legno e di erba selvatica.
Ovindoli si apre tra le rocce come un piccolo rifugio di montagna.
Al Magnola Palace la notte scende lenta e buona.
16 giugno — Ovindoli → Termoli
Si scende verso il mare.
La terra cambia colore, l’orizzonte si allarga.
La strada, prima severa, diventa morbida, poi veloce, poi azzurra.
Termoli appare come una promessa d’estate, con il Martur Resort pronto a raccogliere la stanchezza e trasformarla in quiete.
17 giugno — Termoli → Venosa
Si entra nel cuore più profondo del viaggio.
La Basilicata accoglie e spoglia, come sa fare solo lei.
Campi larghi, silenzi lunghi, strade che respirano la storia.
A Venosa il tempo rallenta.
La cena al Balliagio ha il sapore della terra, l’Hotel Orazio il sapore del ritorno.
18 giugno — Venosa → Ostuni
L’ultima tappa è quasi una poesia.
Si lascia la memoria per andare incontro al bianco della Puglia.
Gli ulivi, i muretti, la luce forte che avvolge tutto.
E poi Ostuni, luminosa e quieta, come un finale che già chiede di essere rivissuto.
La Masseria Santa Lucia chiude il viaggio con il suo abbraccio antico.
Italian Challenge 2026
Non è un percorso.
È un cerchio che si chiude e si riapre.
È un ritorno alle origini, un cammino d’amore, un omaggio a quella prima moto che nel 2008 ha dato inizio a tutto.
Chi parte, non torna mai uguale.
E forse è proprio questo il senso.







